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Strutture metallo-organiche (MOF)

1995
  • Omar M. Yaghi
  • Gérard Férey
  • Susumu Kitagawa
Ricercatore che analizza quadri metallo-organici cristallini in laboratorio.

(Immagine generata a solo scopo illustrativo)

I quadri metallo-organici (MOF) sono materiali cristallini porosi costruiti da nodi contenenti metalli (unità costruttive secondarie, SBU) e ligandi organici, noti come linker. Questi componenti si autoassemblano in polimeri di coordinazione estesi, a una, due o tre dimensioni. La scelta del metallo e del legante determina la topologia, la dimensione dei pori e la funzionalità chimica della struttura risultante, consentendo un elevato grado di sintonizzazione per applicazioni specifiche.

Il concetto fondamentale dei MOF ruota attorno ai principi della chimica di coordinazione e dell'ingegneria cristallina. I nodi metallici, spesso ioni metallici o cluster come le unità dinucleari a pale o l'iconico cluster Zn4O(CO2)6, agiscono come punti di connessione, definendo i vertici di una rete. I leganti organici, tipicamente ligandi multidentati come carbossilati, imidazolati o piridine (ad esempio, acido tereftalico), collegano questi nodi per formare i bordi della struttura. Questo approccio modulare ‘a blocchi’, definito chimica reticolare, consente la progettazione razionale di materiali con strutture e proprietà predeterminate.

Il processo di autoassemblaggio è solitamente guidato dal controllo termodinamico, spesso in condizioni solvotermiche, che porta alla formazione di materiali cristallini altamente ordinati. Le strutture risultanti sono caratterizzate da porosità permanente, con vuoti e canali interni che diventano accessibili alle molecole ospiti dopo la rimozione delle molecole di solvente utilizzate durante la sintesi. La natura del legame di coordinazione metallo-ligando è cruciale: deve essere sufficientemente forte da formare una struttura stabile, ma spesso sufficientemente reversibile da consentire la riparazione dei difetti e la cristallizzazione. Questa combinazione unica di componenti organici e inorganici all'interno di un singolo materiale cristallino distingue i MOF dai materiali porosi tradizionali come le zeoliti (puramente inorganiche) o i carboni attivi (carbonio amorfo), offrendo una diversità chimica e strutturale senza pari.

UNESCO Nomenclature: 2203
- Chimica inorganica

Tipo

Sistema astratto

Interruzione

Rivoluzionario

Utilizzo

Uso diffuso

Precursori

  • principi della chimica di coordinazione stabiliti da Alfred Werner
  • scienza delle zeoliti e dei materiali porosi
  • concetti di ingegneria dei cristalli sviluppati da Gerhard Schmidt
  • principi di chimica supramolecolare
  • blu di Prussia e clatrati di Hofmann come primi polimeri di coordinazione

Applicazioni

  • stoccaggio di gas (idrogeno, metano)
  • cattura del carbonio
  • catalisi eterogenea
  • separazioni chimiche e purificazione
  • sistemi di somministrazione di farmaci
  • rilevamento chimico

Brevetti:

NA

Idee e potenziali innovazioni

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Correlato a: struttura metallo-organica, MOF, polimero di coordinazione, unità di costruzione secondaria, SBU, linker organico, materiale poroso, autoassemblaggio, chimica reticolare, ingegneria dei cristalli.

Contesto storico

Strutture metallo-organiche (MOF)

1986
1986
1991
1995
2000
2004
1985
1986
1990
1994
1997
2002
2015-09-14

(se la data è sconosciuta o non rilevante, ad esempio "meccanica dei fluidi", viene fornita una stima approssimativa della sua notevole comparsa)

Invenzioni, innovazioni e principi tecnici correlati

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